Glossario e Termini
I carichi di neve e vento vengono generalmente considerati e calcolati nel rispetto delle normative e standard locali, che dipendono da dove è collocato l'edificio. La Guardian è in grado di determinare lo spessore minimo per il tipo di vetro che deve essere installato, in modo che resista a tutti i carichi specificati. Tali carichi devono essere determinati nelle prime fasi di progettazione. Contattate il Vostro rappresentante Guardian o il dipartimento tecnico locale per assistenza relativamente all'analisi dei carichi di neve e vento.
Il disegno di tensione fa riferimento a specifici disegni geometrici dati da ombre scure o iridescenti che possono apparire in determinate condizioni di luce, particolarmente in presenza di luce polarizzata (detti anche "segni di raffreddamento", "macchie di leopardo" o anisotropia). Tali fenomeni sono causati dalla pressione localizzata dovuta al rapido raffreddamento dell'aria durante il trattamento termico. I disegni di tensione sono caratteristici del vetro trattato termicamente e non sono considerati un difetto.
L'effetto moiré è un fenomeno ottico che appare, in determinate condizioni di luce, sotto forma di motivo ondulato, increspato o circolare. L’effetto moiré può venire a crearsi quando una lastra con un motivo ripetitivo viene posizionata sopra un'altra uguale, e le due lastre non sono perfettamente allineate. Una simile situazione può verificarsi quando la lastra esterna presenta un motivo che proietta un’ombra sulla lastra posteriore, rivestita come nel caso dello spandrel. Un’altra possibilità, che si verifica in determinate condizioni di luce, è la presenza di un riflesso della superficie del vetro nei vetri trasparenti per finestre.
Si tratta dell’energia generata da fonti di calore radianti, quali, ed esempio, dispositivi elettrici; inoltre, qualsiasi oggetto in grado di assorbire calore e quindi di irradiarlo nuovamente produce energia infrarossa ad onde lunghe. Un tipico esempio di quest’ultimo caso è dato dall’energia ad onde corte prodotta dal sole e assorbita dall’invetriatura: tale energia viene convertita in energia ad onde lunghe quando il vetro la irradia a sua volta nell’ambiente.
Si tratta dell'energia derivante da radiazione solare, avente una lunghezza d'onda compresa tra 300 e 2500 nm, che comprende luce ultravioletta (da 300 a 380 nm), luce visibile (da 380 a 780 nm) ed energia infrarossa (da 780 a 2500 nm).
Il distanziatore presente in un’unità di vetro isolante è posto lungo il perimetro tra le lastre di vetro, e garantisce che la camera all’interno del vetro abbia uno spessore regolare e costante. I distanziatori standard sono generalmente realizzati in alluminio o acciaio inossidabile, ma gli ultimi sviluppi nel campo dei distanziatori a bordo caldo permettono oggi delle strutture in schiuma a celle aperte, poliammide, plastica, poliisobutilene e composizioni miste.
DISTANZIATORI BORDO CALDO
I distanziatori con la tecnologia "bordo caldo" rappresentano un'altra possibilità per incrementare le proprietà termiche del vetro, riducendo la condensazione e riducendo il valore U delle unità di vetro isolante.
I distanziatori con effetto "bordo caldo" sono disponibili in numerose versioni, ciascuna delle quali riduce il passaggio termico nel punto di contatto tra metallo e vetro di qualche grado, offrendo nel contempo vari livelli di integrità strutturale che possono, quale più e quale meno, essere idonei agli scopi commerciali. I distanziatori bordo caldo sono in grado di ridurre significativamente la conduzione di calore in confronto ai tradizionali distanziatori in alluminio.
Tutti i vetri float contengono imperfezioni a qualche livello. Un tipo di imperfezioni sono le inclusioni di solfuro di nickel (NiS). La maggior parte di tali imperfezioni sono stabili e non comportano alcun problema. Ma le inclusioni di NiS possono comunque essere la causa potenziale di rotture spontanee del vetro temprato, senza che entri in gioco alcun carico o alcuno stress termico.
L'Heat Soak Test è un procedimento volto a rivelare le inclusioni critiche di NiS nel vetro temprato. Il trattamento consiste nel posizionare il vetro temprato all'interno di una camera, e nell'aumentare poi la temperatura fino a circa 290°C per accelerare l'espansione delle particelle di solfuro di nickel. In questo modo il vetro contenente le inclusioni di solfuro di nickel si rompe nella camera dell'Heat Soak Test, riducendo così i rischi di una potenziale rottura successiva. Il trattamento Heat Soak non è efficace al 100%, ma garantisce il livello di sicurezza stabilito nella normativa EN 14179.
Il vetro indurito termicamente ha un'incidenza potenziale di rottura spontanea decisamente più bassa rispetto al vetro temprato, e può essere impiegato dove sia richiesta una notevole resistenza del vetro, ma senza specifica o necessità di vetri di sicurezza.
Le prestazioni acustiche di finestre e invetriature sono definite da una serie di fattori, il più comune è la prestazione acustica misurata in frequenze di centro ottava pari a 125, 250, 500, 1000, 2000 e 4000 Hertz. L'attenuazione garantita dalle varie configurazioni di vetri viene determinata tramite l'esecuzione di una misura e usata poi come guida per le prestazioni di attenuazione acustica del vetro. Esistono anche indici acustici riferiti a singole caratteristiche: i due più comunemente utilizzati sono la riduzione sonora ponderata, Rw, che include le necessarie correzioni a compensazione della diversa sensibilità dell'orecchio umano alle varie frequenze, e la riduzione dei rumori del traffico, RA,tr, relativa ad uno spettro standard dei rumori derivanti dal traffico. I termini di valutazione di cui sopra sono oggi stati integrati in una singola unità numerica, secondo la normativa EN ISO 717-1, che definisce tre termini come segue:
Rw (C;Ctr)
Dove Rw è l'indice di riduzione sonora ponderata, che considera la sensibilità dell'orecchio umano a una gamma di frequenze, e che può essere utilizzato per confrontare le prestazioni di prodotti alternativi.
C è il valore di adattamento per il "pink noise" (o "rumore rosa"), che considera frequenze più alte ed è determinato dall'equazione
(Rw + C) = RA
Ctr è il valore di adattamento per lo spettro del rumore del traffico, che considera frequenze più basse ed è determinato dall'equazione
(Rw + Ctr) = RA,tr
Per ulteriori informazioni riguardanti le prestazioni acustiche delle varie soluzioni e la gamma Guardian di prodotti laminati con speciali caratteristiche di controllo del rumore, Vi preghiamo di fare riferimento alla nostra documentazione specifica che può essere richiesta presso i centri tecnici della Guardian o presso il Vostro rappresentante locale.
La luce ultravioletta è l'energia radiante del sole che ha una lunghezza d'onda compresa tra i 300 e i 380 nm.
Si tratta dell'energia radiante le cui onde hanno una lunghezza variabile tra i 380 nm e i 780 nm secondo III. D65 e osservatore CIE 2o.
Si tratta di vetri low-E o di vetri a controllo solare dotati di un rivestimento applicato tramite un procedimento fuori linea.
Il vetro viene passato in una camera sotto vuoto dove del gas ionizzato “bombarda” di ioni un obiettivo metallico. Gli atomi del materiale che costituisce tale obiettivo vengono così vaporizzati, e si depositano poi sulla superficie del vetro sotto forma di una sottilissima pellicola perfettamente uniforme.
Vetro con un rivestimento applicato ad elevate temperature e fissato a caldo nella superficie del vetro durante il procedimento di produzione del vetro float.
La rottura da shock termico può essere influenzata da numerosi fattori. Un fattore importante da considerare nelle primissime fasi della scelta del vetro è se questo verrà o meno protetto da sistemi di ombreggiatura. Infatti, se il vetro sarà parzialmente ombreggiato da edifici, aggetti o simili, la differenza superficiale di temperatura del vetro potrebbe diventare notevole, tanto da provocare uno stress termico eccessivo, che potrà a sua volta dare luogo ad una rottura da shock termico. È quindi utile effettuare, per ogni progetto, un’accurata analisi dello stress termico, al fine di stabilire se sia necessario eseguire una tempratura o un indurimento termico del vetro.
Indice dato dal rapporto tra la trasmissione della luce del giorno e il fattore solare.
Le condizioni dei bordi di un prodotto in vetro finito possono avere ripercussioni notevoli sulle prestazioni strutturali a lungo termine dell'intero sistema di invetriatura. Qui accanto è riportata una tabella delle diverse tipologie di bordi, al fine di aiutare i professionisti del design a comprenderne gli impieghi più tipici.
Sistema per assicurare il vetro in un telaio utilizzando una resistente guarnizione di tenuta preformata applicata a secco.
Sono vetri ad alte prestazioni che permettono il massimo passaggio possibile di luce naturale, prevenendo nel contempo, per quanto più possibile, la trasmissione di calore solare. Riducendo il guadagno di calore solare durante l’estate e prevenendo le perdite di calore durante l’inverno, le spese per la gestione energetica dell’edificio vengono ridotte considerevolmente.
Vetro colorato in pasta e/o vetro rivestito in grado di ridurre il guadagno di calore solare dell’edificio.
Vetro colorato in massa che riduce sia la trasmissione di luce visibile che quella di calore solare. L’assorbimento di calore solare del vetro colorato in pasta è relativamente alto; tale vetro è inoltre generalmente soggetto ai danni da stress termico, e richiede quindi spesso un procedimento di temperatura per prevenire eventuali rotture.
VETRO INDURITO TERMICAMENTE
Il vetro indurito termicamente ha subito un ciclo di riscaldamento e raffreddamento ed è generalmente forte il doppio rispetto ad un vetro ricotto dello stesso spessore e di uguale configurazione. Il vetro indurito termicamente deve rispondere a tutti i requisiti della normativa EN 1863: parti 1 e 2. Il vetro indurito termicamente presenta una resistenza maggiore ai carichi termici rispetto al vetro ricotto e, se rotto una volta applicato, i frammenti prodotti sono generalmente più grandi di quelli prodotti dal vetro temprato. Il vetro indurito termicamente non è un prodotto di sicurezza secondo quanto stabilito dalle "Normative e standard europei per gli edifici". Questo tipo di vetro è creato per l'utilizzo in invetriature generiche, qualora sia richiesta una forza maggiore per resistere al carico del vento e allo stress termico. Questo vetro non presenta però la resistenza del vetro temprato, ed è pensato per applicazioni che non richiedano specificamente un vetro di sicurezza. Il vetro indurito termicamente non può più essere tagliato o forato una volta subito il trattamento di indurimento termico, e qualsiasi modifica successiva, quale ad es. molatura dei bordi, sabbiatura o incisione della superficie, causerà un indebolimento della struttura del vetro e potrà provocarne la rottura prematura.
VETRO ISOLANTE
Si definisce vetro isolante quell'unità composta da due o più lastre di vetro, sigillate lungo i bordi con un distanziatore perimetrale, che crea un'unica unità di vetro con una cavità (camera) tra le due lastre. Chiamato anche "unità IG" (da insulating glass), il vetro isolante è il modo più efficace di ridurre il trasferimento termico aria-aria attraverso il vetro. Se utilizzato in abbinamento a vetri con rivestimenti a bassa emissione e/o rivestimenti riflettenti, le unità di vetro isolante si rivelano un sistema efficace per conservare energia e rispondere alle normative in tema di risparmio energetico.
VETRO LAMINATO
Il vetro laminato (o vetro stratificato) è un insieme di due o più lastre di vetro, assemblate in modo permanente mediante uno o più intercalari in polivinil-butirrale (PVB) e l'impiego di calore e pressione. I vetri e gli intercalari plastici possono essere realizzati in una vasta gamma di colori e spessori, al fine di rispondere al meglio a tutti i principali standard e requisiti in materia di edifici. Il vetro laminato può rompersi, ma i frammenti tenderanno ad aderire all'intercalare plastico (PVB) e il vetro resterà quindi per buona parte intatto, riducendo notevolmente il rischio di ferite. Il vetro laminato è considerato un "vetro di sicurezza", in quanto ottempera a tutti i requisiti stabiliti dalle varie "Normative e standard europei per gli edifici". Un'unità di vetro laminato può comprendere vetri induriti termicamente e vetri temprati, al fine di migliorare ulteriormente la resistenza all'impatto. Il vetro laminato è adatto a impieghi che richiedano protezione da esplosioni e da penetrazioni balistiche, attenuazione acustica e requisiti di sicurezza.
In Europa i rivestimenti low-E hanno solitamente un aspetto neutro e sono progettati per ridurre le perdite di calore dall’interno dell’edificio attraverso il vetro. Tale rivestimento riflette l’energia ad onde lunghe, e di conseguenza riduce il valore U del vetro. I rivestimenti low-E possono essere anche integrati nei rivestimenti per il controllo solare al fine di unificare i vantaggi di entrambi i prodotti: trattenere il calore all’interno dell’edificio e riflettere nel contempo il calore del sole per migliorare notevolmente il controllo energetico.
Una singola lastra di vetro.
VETRO RICOTTO
Il vetro float che non è stato temprato o indurito termicamente si chiama vetro ricotto. Il procedimento di "ricottura" del vetro float è il processo che prevede il raffreddamento lento e controllato del vetro al fine di evitare la formazione di tensioni interne; si tratta di un'operazione inerente il processo di manifattura del vetro float. Il vetro ricotto può essere tagliato, lavorato a macchina, forato, molato e lucidato.
VETRO SPANDREL
Il termine vetri spandrel, o sottofinestra, si riferisce a quelle zone invetriate che permettono di conciliare con l'estetica complessiva i vari elementi strutturali degli edifici quali colonne, lastre di pavimenti, sistemi di riscaldamento, ventilazione e aria condizionata, passaggi di cavi elettrici, tubature idrauliche ecc.generalmente contenuti nei controsoffitti dei vari piani; il vetro spandrel è solitamente posizionato tra i classici vetri trasparenti delle finestre di ogni piano dell'edificio.
Il vetro temprato termicamente è circa quattro volte più resistente di un vetro ricotto dello stesso spessore e di uguale configurazione, e deve rispondere ai requisiti della normativa EN 12150: parti 1 e 2. In caso di rottura si infrangerà in numerosi frammenti di dimensioni relativamente piccole, che avranno meno probabilità di provocare ferite gravi. Il tipico processo di produzione del vetro temprato termicamente prevede il riscaldamento del vetro fino a oltre 600° Celsius, seguito da un rapido raffreddamento volto a bloccare le superfici del vetro in uno stato di compressione, e l'interno in uno stato di tensione, come mostrato dal diagramma. Il vetro temprato è spesso chiamato "vetro di sicurezza", in quanto ottempera a tutti i requisiti stabiliti dalle varie "Normative e standard europei per gli edifici", che fissano gli standard per i vetri di sicurezza. Questo tipo di vetro è adatto sia a invetriature generali che a invetriature di sicurezza, come nel caso di porte scorrevoli, ingressi dei palazzi, bagni e docce, suddivisioni interne e per tutti gli altri impieghi che richiedano un vetro con elevate caratteristiche di resistenza e sicurezza. Una volta terminato il procedimento di tempratura, il vetro temprato non può subire altre lavorazioni - quali tagli, forature, molatura dei bordi, e qualsiasi modifica successiva, quale sabbiatura o incisione della superficie, causerà un indebolimento della struttura del vetro e potrà provocarne la rottura prematura.
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